Lo sguardo di Alessandro Fantechi su Mercuzio non vuole morire. La vera tragedia in Romeo e Giulietta

foto di Stefano Vaja

Prova 23 luglio

Dimenticare ieri. Fare un salto mortale. Mettere in fila.

Punzo parte stavolta in pole position, esibendo il must migliore dello spettacolo dell’anno scorso e di sempre, marchio del Mercuzio e linea di confine tra la morte e la vita: il duello con Tebaldo.

Archiviata momentaneamente forse e rimandata al fuori l’urgenza partecipativa e performativa, gli attori ritornano attori e il pubblico guarda solo per ora. Punzo è bello a vedersi nel suo combattimento disperato e giocoso: “come mai io cosi’ tranquillo…”

Si duella per un lungo periodo e i monologhi di Riccardo -Nosferatu e altri vengono un po’ sacrificati dai livelli musicali e da difficoltà tecniche sull uso dei microfoni. Si rimane incantati. Mercuzio ferito a morte non vive abbastanza. Si muore giovani senza aver vissuto. “Io sono l’ ultimo poeta!”. Il pubblico resta pubblico a parte un timido coinvolgimento di due Giuliette. Il duello continua forse un po’ troppo nell’attesa di una soluzione successiva. Ma è nell’entrata dell’Angelo che il regista Mercuzio comincia il suo sacrificio e si immola fisicamente preparando un nuovo schieramento tutto all’attacco: Rippa, Salvadori, Fiorenzani al trombone e lo spettacolo cambia climax. Si respira aria di magnificenza e rovina. La città immaginata viene avanti (ugualmente efficace senza scenografia a causa del vento).

Lady scaricata del suo carisma messianico nella guida del corteo di mani insanguinate perde un po’ di forza in un tu per tu con gli spettatori. Entra il lettino di Van Gogh a Arles e Mercuzio naviga sulle ali della follia con il monologo della Regina Mab. C’è un po’ di agitazione tra gli aiuti allo spettacolo, che cercano di risolvere difficoltà tecniche. Ma è una prova aperta. Punzo si ferma e riprende fiato. “Fate entrare i clowns”, urla il direttore di pista. Arrivano clowns, pesci, sagome e si gode di cambi a vista e trasformazioni, invenzioni di costumi. Il clima è ora da avanspettacolo. Un imbonitore marocchino in un locale malfamato del Cairo.

Clown tristi in fila pronti a fare qualcosa. Punzo gigioneggia e seduce con Cyrano e Rosario Campana. Prende la scena in una maschera fatta su misura esibendo una fisicità straordinaria e comicissima.

Risate e Applausi. Adesso il teatro è da strada. Si danno i fioretti al pubblico che duella con gli attori. Risate.

La strada è questa. Rippa canta Tom Waits e si sparano come fuochi di artificio monologhi a ripetizione Artaud, Pessoa, e altri (forse troppo microfonati ). Si fa ordine e si mette in fila. Nessuna traccia dello spettattore.

Nessuna nostalgia mentre ci si prepara alla parata finale con la Regina Mab Mercuzio di bianco vestita-o. Parata. Applausi.

Fermiamoci qui.

Ma dopo gli applausi lo spettacolo ricomincia e decolla ancora la commozione: la marionetta, Shakespeare finale della Tempesta, Giulietta. E poi si urla Majakovki, entrano i bambini di carta e c’è il tempo della partecipazione con i libri in scena (finalmente) agiti dagli spettatori che formano un unico quadro finale con gli attori, i ritratti d’artista, la scena, il cortile del carcere che ancora una volta si trasforma in teatro facendoci sognare tutti. Poesia. Questa volta è finita davvero.

Ci domandiamo cosa vedremo domani dal momento che sono state sacrificate ancora tante scene e soluzioni. Punzo raschia alla circonferenza del lavoro e cerca ancora materiali. È un mettere a punto, un prepararsi a oggi (domani).

È un teatro che vive, pulsa, si nutre di emozioni e contagia. Un Giulietta e Romeo esploso in un personaggio dilatato all’ infinito nei suoi molteplici specchi di carta. Si conferma tutto lo staff del capolavoro Hamlice: le splendide musiche di Andrea Salvadori, i costumi di Manuela Dall’ Aglio, la magica voce di Maurizio Rippa, il talento attoriale di Armando Punzo che fisicamente si porta addosso il Mercuzio sognatore e poeta vero protagonista del progetto. Ma la scommessa è ancora rilanciata sul fuori, sul set cinematografico, sulle centinaia di persone che verranno. È in una attesa che si consuma la notte, fatta di preparativi e studi, riti magici e scongiuri (il peperoncino di Cinzia). Comincia il Festival dei laboratori artistici. Arriva il pubblico.

Il teatro come dovrebbe essere.

Oggi si comincia. Chi e’ di scena ?

martedi 24 ore 5.37

Alessandro Fantechi

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