Mercuzio non è morto. Viva Mercuzio!

Applausi interminabili per il festival VolterraTeatro 2012. Un successo epico per il progetto Mercuzio non vuole morire, ideato dal direttore artistico del festival Armando Punzo e portato avanti per mesi con estrema tenacia da centinaia e centinaia di persone tra artisti, cittadini comuni, bambini, anziani, poeti e scrittori, contrade e rioni storici, associazioni e scuole. L’ intero territorio della Val di Cecina ha raccolto la “chiamata alle armi” di Mercuzio trasformandosi in meraviglioso palcoscenico per ospitare il grande evento collettivo immaginato da Punzo e provato, voluto, cercato, condiviso da tanti.

photo: Stefano Vaja

Mercuzio non vuole morire, la cultura, la poesia, l’arte, la bellezza rifiutano con forza di crollare sotto le macerie del qualunquismo. Impugnato il fioretto della parola poetica, migliaia di persone hanno svestito i panni della pesante “vita reale” e si sono messe in viaggio verso la “città ideale” caricando nella propria valigia una lacrima da asciugare e un sogno da realizzare. Una sfida vinta, quella lanciata dal direttore artistico del festival. I numeri vertiginosi macinati durante il festival si caricano di una valenza di gran lunga superiore se intrecciati al dato emotivo, al circuito di idee e motivazioni che il progetto è riuscito a generare. Non vuoto simulacro di corpi-comparse ma umana pienezza, consapevolezza assoluta del valore della propria presenza e delle azioni compiute.

Dopo l’ultima indimenticabile replica dello spettacolo in carcere della Compagnia della Fortezza diretto da Armando Punzo, Mercuzio non vuole morire – la vera tragedia in Romeo e Giulietta, che ha lasciato in tutti gli spettatori un senso di commozione profonda, la compagnia ha scavalcato i cancelli del Maschio per giungere in piazza. Ad attenderla, migliaia di persone arrivate da ogni angolo della penisola che si sono riversate nelle strade di Volterra abitando i meravigliosi spazi della città etrusca.

photo: Stefano Vaja

Crollato ogni muro tra pubblico e spettatori, i presenti si sono trasformati in spett-attori, partecipando alle scene immaginate da Punzo e arricchite dalle creazioni originali dei maestri che hanno condotto i laboratori nei giorni scorsi.

Lunghissimi cortei di mani insanguinate, fermi immagine con tanti libri, mille valigie per la scena della partenza, colorati girotondi di bambini, animate didascalie di cartone. La “città reale” si è lentamente trasformata nella “città ideale”, accogliendo i sogni e i più intimi desideri di ogni singolo partecipante. Le scene si sono snodate tra le vie del centro storico, in un percorso arricchito dalle versioni site specific di alcune delle compagnie ospiti del progetto.

Finale memorabile, dopo la cena in giro per i punti ristoro della città che hanno preparato menu speciali per la serata, con il Mercuzio night. La festa dei Montecchi e dei Capuleti si è trasformata in un party paillettato, uno scintillante ballo in maschera impreziosito dalla romantica performance di danza verticale presentata da Mattatoio sospeso e intitolata significativamente “Mercuzio e la regina Mab”.

photo: Stefano Vaja

Un festival che rilancia verso un nuovo modo di intendere l’arte, dunque, una formula inedita che ha permesso la riscoperta di un teatro d’arte veramente per tutti, in piena linea di continuità con il lavoro che Armando Punzo porta avanti da anni all’ interno delle mura del carcere volterrano con gli attori della Compagnia della Fortezza. Un evento irripetibile, d’altri tempi quasi, che ha lasciato in tutti gli spettatori il senso di aver preso parte a un momento che si preannuncia già mito da leggere sui libri di storia del teatro.

Potete trovare tutta la documentazione fotografica del progetto sulla pagina Flickr ufficiale della Compagnia della Fortezza.

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