Mercuzio non vuole morire a Passaggio a Sud-Ovest in piazza a Bazzano (BO) il 19 maggio 2013

PASSAGGIO A SUD-OVEST N°1

19 maggio 2013 ore 16:30
Piazza Garibaldi – Bazzano (BO)

Compagnia della Fortezza
MERCUZIO NON VUOLE MORIRE
versione open space
-6a tappa-

LA GIORNATA DELLA PARTENZA
evento teatrale collettivo

regia e conduzione dell’evento Armando Punzo
musiche originali eseguite dal vivo Andrea Salvadori
contraltista Maurizio Rippa
con gli attori della Compagnia della Fortezza: Aniello Arena, Giuseppe Calarese,
Abderrahim El BoustaniFrancesco Felici, Gianluca Matera, Massimiliano Mazzoni,
Rosario Saiello, Massimo Terracciano, Giuseppe Venuto
e con Yuri Punzo e Roberto Raspollini

photo: Stefano Vaja

photo: Stefano Vaja

Mercuzio non vuole morire. Troppo breve la sua apparizione nella tragedia di Romeo e Giulietta, troppo precoce la sua morte, totalmente ininfluente la presenza dei Cittadini nella storia. Mercuzio è il poeta, l’artista, l’attore, l’uomo di cultura. I Cittadini sono i perenni esclusi, i succubi dell’eterna lotta tra Montecchi e Capuleti. Un evento che va oltre l’idea comune di uno spettacolo da vedere, un evento che bisogna realizzare tutti insieme, viverlo dall’interno, da protagonisti. Per far questo chiedo a tutti la disponibilità a essere con noi, a scendere tra le strade e nelle piazze. Chiedo solo di esserci, di stare dalla parte di Mercuzio, di mostrarci al mondo intero come un territorio sensibile e attento. PORTATE UNA VALIGIA E UN LIBRO.
Armando Punzo

La sesta tappa del progetto “Mercuzio non vuole morire” chiude Passaggio a Sud-Ovest n°1 – Pensieri di cultura teatrale, un progetto di Teatro delle Ariette e Cantharide in collaborazione con Teatrino Giullare e Carta|Bianca, con cui si vuole riaffermare il ruolo della cultura teatrale come elemento centrale per la formazione dei cittadini e la produzione di idee per il futuro della società. Passaggio a Sud Ovest, così come Mercuzio non vuole morire, chiama a raccolta le forze di tutti i cittadini perché il sogno, l’arte, la cultura non vengano rimossi dalla quotidianità delle cose. I Cittadini, al pari di Mercuzio, non vogliono morire, avocando a sé il compito di sovvertire quello che sembra essere già scritto e immutabile.

Romeo: Basta, basta, Mercuzio! Tu parli di nulla.
Mercuzio: Giusto, giusto io parlo dei sogni…
che sono figli di una mente vagabonda
pieni soltanto di vana fantasia,
che ha meno sostanza dell’aria
ed è più incostante del vento
che ora corteggia le gelide gole del nord
e poi furibondo fugge lontano
tornando al sud in cerca di calore.

È in questo preciso istante che muore Mercuzio. Tebaldo in seguito affonderà la spada nel corpo di un uomo, ormai svuotato del suo valore più grande: la capacità di sognare.

La Leggerezza! La Leggerezza! La Leggerezza pensosa! Urla gioioso Mercuzio ferito a morte per le strade della bella Verona. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia. Gli artisti, i poeti, gli intellettuali, possono essere schiacciati, sacrificati come sotto un qualsiasi totalitarismo, anche in tempo di democrazia, e quest’ultima sa essere poco tenera alla stessa identica maniera. E a nulla serve l’illusione del potersi esprimere liberamente, quando sono tagliati e abbattuti “culturalmente” tutti i ponti verso chi dovrebbe essere il destinatario ultimo e fruitore della libertà che solo la cultura può dare. Cambiano i tempi, le modalità, le stagioni politiche, ma non cambia il rapporto di sudditanza e marginalizzazione che da sempre il potere instaura, con i “suoi” uomini di cultura non allineati, l’utilizzo spregiudicato e anestetizzante che di essi ne vorrebbe fare chi detiene i cordoni della borsa. Sono talmente tanti, troppi, gli esempi di artisti che testimoniano questa durissima storia della vita nell’arte, che di ciò, ormai, si è fatta regola disinvolta e abitudine. Nelle “Lezioni Americane” Calvino tratta, tra gli altri, il tema della Leggerezza di Mercuzio e questa stessa qualità straordinaria la riscontra in altri personaggi e autori come Perseo che gli capita di vivere in un mondo di mostri, taglia la testa alla Medusa e vola con i sandali alati, elementi sottilissimi contrapposti da Montale a Lucifero dalle ali di bitume che cala sulle capitali d’Occidente, Milan Kundera con L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere , il De rerum natura di Lucrezio, le Metamorfosi di Ovidio, il poeta Cavalcanti, Paul Valery, Emily Dickinson, Henry James, Don Quijote che infilza con la lancia una pala del mulino e viene trasportato in aria…
Personaggi, solo personaggi frutto di una fantasia, per alcuni. Tutto ha inizio nello spazio del teatro. Spazio fuori dal tempo ordinario, tempo altro per Mercuzio che vivendo e rivivendo la sua ineluttabile morte, giorno dopo giorno, replica dopo replica, ferito dalla banalità crudele del ruolo che gli è capitato, sfugge la trama della sua storia, svia l’incontro fatale, evoca altri luoghi, come un attore finge la morte di Mercuzio, lui finge fino in fondo, per contrasto, il suo desiderio di vivere.
Mercuzio non sta al suo ruolo, alle azioni, alle parole previste per lui. Vuole far capire a tutti quanto è importante la sua entità, la sua forma spirituale. Lui è lui, ma attraverso lui è la poesia che si manifesta, un’altra possibilità che è nell’essere umano.
Lottare contro la negazione di questa possibilità è il senso della sua esistenza. L’evento che avuto inizio in quella parte della città detta reclusa è concepito come se fosse un bozzetto, un crogiuolo dove si rifà il mondo.
Mercuzio, ferito a morte, riscrive la sua storia. Ogni azione sulla scena, come per incanto, si riverbera nello spazio circostante fino a contagiarlo, ogni pensiero produce azioni, evoca fantasmi, che prendono forma nei luoghi circostanti. Armando Punzo

Info: Teatro delle Ariette | 051.6704373 | info@teatrodelleariette.it

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2 risposte a “Mercuzio non vuole morire a Passaggio a Sud-Ovest in piazza a Bazzano (BO) il 19 maggio 2013

  1. Ho partecipato all’appuntamento di ieri (18 maggio) a Bazzano. MOlto bello e coinvolgente. Alcuni passaggi e testi per complessità mi sono sfuggiti, come anche l’unitarietà della proposta; ma la bella sensazione con cui sono andato a casa volge in positivo gli interrogativi. Vale la pena “tenere i contatti” dopo questo evento per confrontarsi, approfondire, capire meglio, e magari contribuire a sostenere la voglia di vivere di Mercuzio

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