Mercuzio non vuole morire a Palazzo Strozzi giovedì 3 luglio 2014

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LA GIORNATA DELLA PARTENZA – VIII capitolo

 

Evento site specific in versione open space per Palazzo Strozzi nell’ambito della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino

regia e conduzione dell’evento Armando Punzo

musiche originali eseguite dal vivo Andrea Salvadori
movimenti Pascale Piscina
collaborazione artistica Laura Cleri
assistente alla regia Alice Toccacieli
suono Alessio Lombardi

con Aniello Arena, Giuseppe Calarese, Pierangelo Cavalleri, Alban Filipi, Antonino Mammino, Gianluca Matera, Massimiliano Mazzoni, Edmond Parubi, Danilo Schina, Massimo Terracciano, Giuseppe Venuto, Yuri Punzo
contraltista Maurizio Rippa
trombone Ivano Stazzoni

Il 3 luglio 2014 all’interno del programma di eventi legato alla mostra Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”, Palazzo Strozzi ospita Mercuzio non vuole morire – open space della Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo. Lo spettacolo, in questa versione site specific appositamente studiata per gli spazi di Palazzo Strozzi, lascia emergere spontaneamente un sottile fil rouge che attraversa idealmente le opere dei due maestri della “maniera moderna” e i lavori della Fortezza, per quel medesimo connubio tra tradizione e ricerca, tra antico e nuovo, in nome di un rinnovamento estremo del linguaggio che sempre si nutre dei rigurgiti originari dell’arte.

“Eccentrici”, fuori dal centro, eccedono la forma fino a stravolgerla, e a ridefinirne i confini, perché mai capace di contenere la vita stessa che attraverso di essa si vorrebbe far passare.

Ecco, dunque, che in questa versione open space di Mercuzio non vuole morire la forma teatrale viene letteralmente aperta, per includervi il pubblico, vero protagonista attraverso il coinvolgimento in alcune azioni simboliche, del riscatto del poeta, simbolo dell’arte tutta, nei confronti di un padre autore che lo aveva quasi subito sacrificato sull’altare della tragedia dei due giovani amanti di Verona.

AL PUBBLICO E’ RICHIESTO DI PORTARE UN LIBRO E UNA VALIGIA

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Romeo: Basta, basta Mercuzio! Tu parli di niente.

Mercuzio:
Giusto, giusto io parlo dei sogni
che sono figli di una mente vagabonda pieni soltanto di vana fantasia,
che ha meno sostanza dell’aria
ed è più incostante del vento
che ora corteggia le gelide gole del nord
e poi furibondo fugge lontano
tornando al sud in cerca di calore

(W. Shakespeare, Romeo e Giulietta)

È in questo preciso istante che muore Mercuzio. Tebaldo in seguito affonderà la spada nel corpo di un uomo, ormai svuotato del suo valore più grande: la capacità di sognare.
La Leggerezza! La Leggerezza! La Leggerezza pensosa! Urla gioioso Mercuzio ferito a morte per le strade della bella Verona. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia.
Gli artisti, i poeti, gli intellettuali, possono essere schiacciati, sacrificati come sotto un qualsiasi totalitarismo, anche in tempo di democrazia, e quest’ultima sa essere poco tenera alla stessa identica maniera. E a nulla serve l’illusione del potersi esprimere liberamente, quando sono tagliati e abbattuti “culturalmente” tutti i ponti verso chi dovrebbe essere il destinatario ultimo e fruitore della libertà che solo la cultura può dare. Cambiano i tempi, le modalità, le stagioni politiche, ma non cambia il rapporto di sudditanza e marginalizzazione che da sempre il potere instaura, con i “suoi” uomini di cultura non allineati, l’utilizzo spregiudicato e anestetizzante che di essi ne vorrebbe fare chi detiene i cordoni della borsa. Sono talmente tanti, troppi, gli esempi di artisti che testimoniano questa durissima storia della vita nell’arte, che di ciò, ormai, si è fatta regola disinvolta e abitudine. Nelle “Lezioni Americane” Calvino tratta, tra gli altri, il tema della Leggerezza di Mercuzio e questa stessa qualità straordinaria la riscontra in altri personaggi e autori come Perseo che gli capita di vivere in un mondo di mostri, taglia la testa alla Medusa evola con i sandali alati, elementi sottilissimi contrapposti da Montale a Lucifero dalle ali di bitume che cala sulle capitali d’Occidente, Milan Kundera con L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere, il De rerum natura di Lucrezio, le Metamorfosi di Ovidio, il poeta Cavalcanti, Paul Valery, Emily Dickinson, Henry James, Don Quijote che infilza con la lancia una pala del mulino e viene trasportato in aria…

Personaggi, solo personaggi frutto di una fantasia, per alcuni. Tutto ha inizio nello spazio del teatro. Spazio fuori dal tempo ordinario, tempo altro per Mercuzio che vivendo e rivivendo la sua ineluttabile morte, giorno dopo giorno, replica dopo replica, ferito dalla banalità crudele del ruolo che gli è capitato, sfugge la trama della sua storia, svia l’incontro fatale, evoca altri luoghi, come un attore finge la morte di Mercuzio, lui finge fino in fondo, per contrasto, il suo desiderio di vivere. Mercuzio non sta al suo ruolo, alle azioni, alle parole previste per lui. Vuole far capire a tutti quanto è importante la sua entità, la sua forma spirituale. Lui è lui, ma attraverso lui è la poesia che si manifesta, un’altra possibilità che è nell’essere umano. Lottare contro la negazione di questa possibilità è il senso della sua esistenza. L’evento che avuto inizio in quella parte della città detta reclusa è concepito come se fosse un bozzetto, un crogiuolo dove si rifà il mondo. Mercuzio, ferito a morte, riscrive la sua storia. Ogni azione sulla scena, come per incanto, si riverbera nello spazio circostante fino a contagiarlo, ogni pensiero produce azioni, evoca fantasmi, che prendono forma nei luoghi circostanti.

Armando Punzo

Una grande sfida culturale, quella che Armando Punzo ha lanciato con il progetto MERCUZIO NON VUOLE MORIRE. Un percorso lungo e complesso che negli ultimi anni ha attraversato tutta l’Italia rivolgendosi ad ampio raggio a teatri, festival, associazioni, università, scuole, poeti, scrittori, centri di salute mentale, bambini, scuole di musica, scuole di danza, con l’intento di creare una grande corrente di pensiero ed un travolgente e consapevole coinvolgimento in questo progetto.

Da questo lavoro hanno avuto luogo una serie di importanti tappe durante le quali sono stati creati eventi teatrali di massa che hanno coinvolto, accanto a Punzo e agli attori della Compagnia della Fortezza, una moltitudine di persone composta da artisti, personaggi del mondo della cultura, persone comuni, giovani, studenti, anziani e bambini.

Ogni volta viene lanciata una nuova sfida, quella di radunare tante persone con una valigia piena delle lacrime che si portano dietro. E poi provare ad allontanarsi da questa per raggiungere insieme una città ideale. Lasciare la pesantezza del nostro quotidiano per avvicinarsi alla “leggerezza pensosa” dell’essere, parafrasando Italo Calvino.

L’utopia a cui, malgrado tutto, si vuole credere è che possano esserci ancora tante persone che sostengono Mercuzio. Che non possono arrendersi al “Basta, basta, Mercuzio, tu parli di nulla!” inflitto da Romeo alla fine della tirata sulla regina Mab al quale il poeta controbatte con un “È vero io parlo dei sogni!”

Una moltitudine di persone che si raduna per stimolare l’immaginario collettivo. Una grande scena teatrale per coinvolgere tutti coloro che non si arrendono, vogliono prendere in mano la propria vita e provare a cambiarla.

Per informazioni:

Carte Blanche
tel. 0588.80392 – fax 0588.90528
info@compagniadellafortezza.org

Palazzo Strozzi
tel 055.2645155
info@palazzostrozzi.org

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