Mercuzio non vuole morire. Gruppo Cosenza

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Le attività del gruppo Mercuzio non vuole morire di Cosenza

Le foto del gruppo Mercuzio non vuole morire di Cosenza

Mercuzio è un sogno che vuol essere sognato, Mercuzio è una resistenza, Mercuzio è un viaggiatore del tempo, Mercuzio è la poesia non ancora declamata, Mercuzio è una giusta pretesa, Mercuzio è nudo e tenace, Mercuzio è un’aria quotidiana, Mercuzio è una musica antica, Mercuzio è una comunità, Mercuzio è una mano tesa, Mercuzio è Dioniso e Apollo, Mercuzio non vuole morire,

Mercuzio? non lasciamolo morire?

Mercuzio è la tua valigia? che ci metti dentro? È la tua intenzione? quale? È il tuo volere? cosa? È la tua musica? suonala! È il tuo grido? soffialo! È la tua lacrima? piangila! È il tuo tempo? prenditelo!

Costantino

photo di Alessandro Canadè

Mercuzio è teatro, poesia, creatività, leggerezza! Ha la dolcezza di un bacio, il calore di un abbraccio, la meraviglia di un tramonto, il trasporto di un valzer. Mercuzio è ciò che grida dentro ognuno di noi, chiedendoci spazio con forza, costantemente: è il sogno, la fantasia. La nostra speranza. Il coraggio di dire di no, la felicità di parlare del niente che è tutto, la magia di sorridere come fanno i bambini. Mercuzio apre una valigia piena di lacrime e le trasforma in sorrisi, trova un senso, trova una partenza. Non lo senti? Sta solo dormendo… Ma sarebbe un peccato lasciarlo morire.

Chiara

photo di Alessandro Canadè

Mercuzio sono i tanti terremotati costretti a riempire una valigia scegliendo tra cosa portare e cosa lasciare. Mercuzio sono migliaia di persone sempre in viaggio, con un lavoro che non trova collocazione, con una famiglia che continua ad aspettarle. Una panda verde, dentro una bambina mi saluta con gli occhi, non abbassa lo sguardo finché non sono salita in macchina….come è duro restare e come è duro abbandonare dei ragazzi che non sono altro che giocattoli nelle mani dell’adulta vanità. C’era Mercuzio in quella panda.

Teresa

photo di Alessandro Canadè

Partirò con il mio trolley! Dentro cosa ci sarà? Qualche libro di poesie forse un cappello forse una sciarpa Qualche lacrima di ieri Ho bisogno di partire da solo ho bisogno di partire insieme a chi? devo agire perché i teatri chiudono per la pazzia dell’economia i teatri crollano per la forza della terra che si muove devo agire perché il teatro è nella vita è nelle piazze della vita…

Ernesto

photo di Alessandro Canadè

 

MERCUZIO NON VUOLE MORIRE

Nella Bella Verona, due casate, di pari nobiltà, si scagliano, per antico rancore…

La storia è quella di Romeo e Giulietta, dove i due giovani amanti muoiono tragicamente per lo scherzo di un destino sfortunato e per l’odio delle proprie famiglie schierate una contro l’altra. La tragedia ha inizio perfettamente a metà dramma e cioè quando Tebaldo, cugino di Giulietta uccide Mercuzio, caro amico di Romeo, che lo vendica uccidendolo a sua volta. Da questo momento in poi le vicende andranno contro i due giovani amanti fino alla morte.

Mercuzio nella storia rappresenta l’amico di Romeo, l’amico giocoso, scherzoso, l’attore, il giullare, il colto, il provocatore, colui che parla di sogni “frutti di un ozioso cervello, nati dal nulla, dati alla luce dalla vana immaginazione, che è il composto di una sostanza più lieve dell’aria, più incostante dei venti, che ora accarezzano l’agghiacciato seno del settentrione e ora stufi sorridono al rugiadoso mezzogiorno”.

Mercuzio rappresenta la speranza, la possibilità per i giovani di non morire.

E se Mercuzio non morisse? Come sarebbe continuata la storia di questi due giovani innamorati? Come sarebbe la “Bella Verona”?

Forse i due avrebbero avuto un bimbo, nato dalla loro prima notte da sposi o forse la Bella Verona non sarebbe più stata abitata dai Montecchi e i Capuleti ma dai loro sogni e dalle storie di personaggi… che prendono “ora” forma direttamente dalla fantasia dei bambini della scuola di Celico, che hanno creato dal nulla un intero popolo di giullari, di uomini blu e rossi e gialli, di donne capellute e pinocchi tristi e felici, di uomini orso, di gatti arancioni, pirati sorridenti, di mostri con troppi denti, di ragazze dai capelli di tutti i colori, uomini baffuti e vispi e poi un uomo sorridente al quale gli cresce un orecchio grande grande e con questo può ascoltare tutto ciò che la gente dice.

Il progetto “Mercuzio non vuole morire” nasce da un’idea di Armando Punzo, artista che da anni lavora all’interno del carcere di Volterra fondando con i detenuti la Compagnia della Fortezza.

Grazia

Mercuzio è anche colui che forse non ha tanta voglia di partire, quello che vuole dimenticare la valigia … è colui che ha deciso di aspettare e osservare, forse prenderà altri mezzi per giungere a destinazione o ha bisogno di smarrirsi per ritrovarsi

Imma

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