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a Nicola Camarda

MERCUZIO NON VUOLE MORIRE

Provo a dirlo con parole il più possibile semplici, il più possibile dirette, non voglio correre il rischio di non essere compreso o di essere frainteso. Vorrei essere capace,oltre ogni limite (e non per ambizione), di raggiungere il cuore e l’orecchio di tutti. Vorrei far comprendere le ragioni profonde che mi hanno spinto a riscrivere il Romeo e Giulietta privilegiando Mercuzio e i Cittadini, le due figure (personaggi) più marginali nella tragedia di Shakespeare. Far crescere a dismisura questi personaggi è l’idea che mi ha guidato. Mercuzio non vuole morire, non vuole più essere sacrificato. Vorrebbe avere l’opportunità di vivere e mostrare al mondo tutte le sue qualità e quanto di buono potrebbe fare. Troppo breve, per far questo, la sua apparizione nella tragedia,troppo precoce la sua morte, totalmente ininfluente la presenza dei Cittadini nella storia. Mercuzio è il poeta, l’artista, l’attore, l’uomo di cultura. I Cittadini sono i perenni esclusi, i succubi dell’eterna lotta tra Montecchi e Capuleti.

Uno specchio tragico di quello che ancora oggi noi si vive. Vorrei esser capace di far comprendere che si tratta di andare oltre l’idea comune di uno spettacolo da vedere, che bisogna realizzarlo tutti insieme, viverlo dall’interno, da protagonisti. Per far questo chiedo a tutti solo la disponibilità a essere con noi, a scendere tra le strade e nelle piazze per realizzare alcune situazioni molto semplici, ma di grande impatto. Dobbiamo essere in tanti.Chiedo solo di esserci, di stare dalla parte di Mercuzio, di mostrarci al mondo intero come un territorio sensibile e attento. Nell’opera di Shakespeare, la morte di Mercuzio dà inizio alla tragedia, dà l’avvio a una serie di morti. Muore tutto il futuro della Bella Verona, muoiono tutti i giovani, muoiono Romeo e Giulietta, restano solo gli anziani. Per far questo, Mercuzio chiede ai Cittadini di aiutarlo e di sostenerlo in questa rivolta contro un destino già scritto. La sua non è vanità, è il bisogno di non far morire una parte importante nell’uomo e che lui rappresenta.
Dallo scorso anno ho cercato in tutti i modi di incontrare e di parlare con tutte le associazioni e i cittadini che partecipano a questo progetto. A tutti quelli che mi hanno concesso un po’ del loro tempo, ho spiegato il senso del Mercuzio e a tutti ho chiesto di autarci a realizzare delle scene di teatro di massa. Abbiamo realizzato insieme studi per ogni scena e immagini per la promozione di questo evento. Tutte le scene saranno fotografate e filmate. 

Chiedo a tutti i cittadini di Volterra, di Pomarance e di Montecatini V.C., agli amici del gruppo nato a Cosenza e a tutti quelli che verranno a trovarci da tutt’Italia, di aiutarci a realizzare quest’opera dedicata alla figura di Mercuzio che vedrà il maggiore coinvolgimento il 26 luglio a Montecatini V.C., il 27 a Pomarance e il 28 a Volterra. Gli studi delle scene, con le relative indicazioni, li potrete vedere in questo libretto.

PORTATE UNA VALIGIA E UN LIBRO

Armando Punzo

Le scene

Hanno realizzato il progetto

IL PROGETTO

Romeo: “Basta, basta, Mercuzio! Tu parli di nulla.”

Mercuzio: “Giusto, giusto io parlo dei sogni…”

È in questo preciso istante che muore Mercuzio. Tebaldo in seguito lo ucciderà, ma questo è un dettaglio poco importante.

Sono le parole di Romeo che uccidono il poeta, lo ‘spirito libero’ della storia di Shakespeare. La Leggerezza! La Leggerezza! La Leggerezza pensosa! Urla gioioso Mercuzio ferito a morte per le strade della Bella Verona. Nella morte di Mercuzio c’è la morte di un mondo, di una parte fondante e fondamentale senza la quale l’uomo scivola inevitabilmente verso la tragedia. Nelle “Lezioni Americane” Calvino tratta, tra gli altri, il tema della Leggerezza di Mercuzio e questa stessa qualità straordinaria la riscontra in altri personaggi e autori, come Perseo a cui capita di vivere in un mondo di mostri, taglia la testa alla Medusa e vola con i sandali alati, elementi sottilissimi contrapposti da Montale a Lucifero dalle ali di bitume che cala sulle capitali d’Occidente, Milan Kundera con “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, il “De rerum natura” di Lucrezio, le “Metamorfosi” di Ovidio, il poeta Cavalcanti, Paul Valery, Emily Dickinson, Henry James, Don Quijote che infilza con la lancia una pala del mulino e viene trasportato in aria…

Personaggi, fantasie, solo personaggi frutto di una fantasia, per alcuni. Non potevamo che arrivare alla XXVI edizione del Festival VolterraTeatro e mantenere la promessa e il desiderio espresso lo scorso anno di coinvolgere tutti i cittadini e le associazioni del nostro territorio, insieme agli artisti che lavoreranno per la creazione delle scene previste, per realizzare tutti insieme un grande evento di massa e restituire il senso di una vera e propria festa del teatro condivisa.

Armando Punzo

Mercuzio non vuole morire è un progetto straordinario, per la forza delle sue idee e per la potenza dei processi creativi che ha saputo innescare. Qual è la funzione primaria di un festival, se non quella di mettere in moto idee, generare creazione artistica, lavorare sulla qualità della percezione culturale ed estetica della collettività? Un vero e proprio movimento di pensiero creativo, quindi, tumultuoso e irrefrenabile, al quale stanno dando la propria adesione, insieme, grandi artisti e comuni cittadini. L’idea di realizzare una grande creazione teatral-cinematografica che coinvolga tutto il territorio, nasce dalla volontà di creare un evento non solo spettacolare, ma artisticamente simbolico e unico nel suo genere, generato dai pensieri e dai sogni delle persone. Alcuni artisti e uomini di cultura hanno scelto di condividere l’avventura di Mercuzio non vuole morire, partecipando creativamente alla sua realizzazione.

Immagini, studi e creazioni originali

Creazioni visive

Parole, versi, pensieri e riflessioni

Dalla vita reale alla vita ideale

Scrittura, critica e comunicazione

Ricerca scientifica

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